Per le famiglie con figli e beneficiarie di assegno unico e universale, che ancora non hanno calcolato il proprio ISEE 2026, la data del 30 giugno 2026 rappresenta uno spartiacque.

In particolare, ai nuclei familiari con ISEE al di sotto dei 46.500 euro conviene darsi da fare e non procrastinare più la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria all’aggiornamento dell’ISEE.

Senza questo passaggio, infatti, l’INPS applica automaticamente l’importo minimo della prestazione (58,30 euro mensili per figlio minorenne) in luogo dell’importo commisurato alla propria situazione economica.

La trasmissione della DSU tramite CAF o sito dell’INPS consente invece il ricalcolo dell’importo e, nei casi previsti, anche il riconoscimento degli arretrati a partire da marzo. Se quindi fino ad ora non si è presentato il nuovo ISEE 2026 e si è percepito l’assegno nella misura minima, una volta avuta la nuova attestazione ISEE entro la fine di giugno, si avrà diritto a

  • ricalcolo dell’assegno in base alla situazione economica, con la maggiorazione riconosciuta a partire da luglio 2026;
  • tutti gli arretrati (maggiorazione rispetto all’importo minimo, per gli assegni percepiti a partire da marzo 2026)

 

COSA ACCADE DOPO IL 1° LUGLIO

La mancata presentazione dell’ISEE entro la scadenza del 30 giugno può comportare una perdita economica, che risulta essere tanto più rilevante quanto più il nucleo familiare si attesta su soglie basse dell’indicatore economico.

Se si aggiorna l’ISEE a partire dal 1° luglio, cambia infatti il meccanismo: l’adeguamento della prestazione non ha più effetto retroattivo e vale solo dal mese di presentazione della nuova documentazione, perdendo di fatto il diritto agli arretrati.

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